NEL FRATTEMPO MAMMA
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Baby blues: come riconoscerlo e quando preoccuparsi

La differenza tra le lacrime normali dei primi giorni e i segnali da non sottovalutare.

Cos'è il baby blues

Riguarda fino a 8 mamme su 10 nei primi giorni dopo il parto: sbalzi d'umore, pianto improvviso e apparentemente senza motivo, irritabilità, un senso di fragilità nuovo. È legato al crollo ormonale rapidissimo dopo la nascita, oltre che alla stanchezza fisica e all'enormità del cambiamento appena vissuto.

Compare in genere tra il terzo e il quinto giorno e si esaurisce da solo entro circa due settimane, senza bisogno di trattamento: parlarne, essere ascoltate e riposare quanto possibile è già molto.

La differenza col post partum

La depressione post partum è diversa: dura più a lungo (oltre le due settimane), è più intensa, e spesso porta con sé un senso di distacco, disperazione o incapacità di provare gioia anche nei momenti belli. Può comparire anche a distanza di settimane o mesi dal parto, non solo nei primi giorni.

Non è una questione di forza di volontà o di quanto ami il tuo bambino: è una condizione medica reale, che riguarda circa 1 mamma su 7, e che si può curare.

Quando cercare aiuto

Se dopo due settimane la tristezza non migliora, se fatichi a prenderti cura di te o del bambino, se hai pensieri che ti spaventano: parlane subito con il tuo medico, l'ostetrica o il consultorio. Non serve aspettare la visita di controllo programmata.

Cercare aiuto presto è il modo più veloce per stare meglio, per te e per la persona piccola che ha bisogno di te serena.