Viaggiare con un bambino piccolo: come prepararsi senza impazzire
Quando partire, cosa portare davvero e come affrontare imprevisti e cambi di ritmo, in auto, in treno o in aereo.
Quando partire
Non esiste un'età giusta in assoluto per il primo viaggio: molti bambini viaggiano bene già nei primi mesi, purché il viaggio sia breve e senza troppe tappe. Per gli spostamenti lunghi o in aereo chiedi un parere al pediatra, soprattutto per i neonati, e controlla le regole della compagnia, perché l'età minima per volare cambia dall'una all'altra (in genere da una o due settimane di vita).
Con un bambino piccolo, meno è meglio: una sola destinazione, tempi di viaggio contenuti e giornate lasciate libere funzionano molto meglio di un itinerario pieno.
Cosa portare (e cosa no)
Prima di tutto, i documenti: anche i bambini piccoli hanno bisogno di un documento proprio, carta d'identità valida per l'espatrio o passaporto. Controlla la validità e i tempi di rilascio con largo anticipo. Porta anche la tessera sanitaria, che in Europa serve in caso di cure mediche.
Per il resto, meglio poche cose ben scelte: pannolini e salviette in più rispetto al previsto, un cambio completo per il bambino (e uno anche per te), snack, l'oggetto del cuore per dormire, un termometro e i farmaci che il pediatra ti ha consigliato di avere con te. Molto si trova comunque sul posto: non serve portarsi dietro l'intera casa.
In viaggio: ritmi e imprevisti
In auto il seggiolino è sempre obbligatorio, anche per i tragitti brevi, e conviene fermarsi ogni due ore circa per far muovere il bambino. In aereo, allattare o dare il ciuccio durante decollo e atterraggio aiuta a compensare la pressione nelle orecchie.
Accetta in anticipo che sarà una vacanza diversa: i sonnellini, i pasti e gli imprevisti detteranno i tempi più delle attrazioni in programma. Se riesci a mantenere qualche punto fisso della routine (la nanna, un rituale prima di dormire), il resto diventa molto più semplice da gestire.