NEL FRATTEMPO MAMMA
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Il sonno cambia ancora: cosa aspettarsi dopo i primi mesi

Le notti tranquille non durano per sempre: regressioni del sonno, nuove abitudini e come attraversarle senza perdere la calma.

Perché il sonno regredisce

Se dopo un periodo di notti più tranquille il bambino o la bambina ricomincia a svegliarsi spesso, quasi sempre non è un passo indietro: è un segno che il cervello sta facendo un salto in avanti. Le cosiddette 'regressioni del sonno' coincidono spesso con nuove tappe dello sviluppo: la scoperta della permanenza dell'oggetto, i primi tentativi di gattonare, la dentizione.

Sono fasi, non un nuovo stato permanente: durano in genere da qualche giorno a poche settimane.

Le fasi più comuni

Le regressioni più citate arrivano intorno ai 4 mesi (la più marcata, legata a un cambiamento reale nella struttura del sonno), agli 8-10 mesi e intorno ai 18 mesi. Ogni bambino ha comunque i suoi tempi: queste età sono indicazioni di massima, non un calendario da rispettare.

Cosa aiuta davvero

Una routine della nanna semplice e ripetibile (bagnetto, luci basse, una ninna nanna sempre uguale) aiuta a dare punti di riferimento anche nelle fasi più turbolente. Evitare di introdurre troppe novità insieme, e concedersi il permesso di 'tornare indietro' temporaneamente su qualche abitudine, se serve a far dormire tutti un po' meglio.

Tenere traccia di orari e risvegli per qualche settimana può aiutarti a distinguere una fase passeggera da un pattern che magari vale la pena affrontare in modo diverso.