Giocare per crescere: cosa serve davvero nel primo anno
Non servono decine di giocattoli: cosa aiuta lo sviluppo mese dopo mese, e come scegliere con criterio.
Il gioco come lavoro
Nel primo anno, giocare non è solo intrattenimento: è il modo principale in cui il cervello del bambino costruisce connessioni, impara a coordinare mani e occhi, scopre causa ed effetto. Non serve intrattenerlo di continuo: anche osservare un oggetto, toccarlo, portarlo alla bocca è, a tutti gli effetti, gioco e apprendimento.
Cosa scegliere, mese dopo mese
Nei primi mesi bastano contrasti visivi forti, suoni semplici e la possibilità di muovere liberamente braccia e gambe: un tappetino morbido conta più di qualsiasi giocattolo elettronico. Verso i 6-9 mesi diventano interessanti gli oggetti da afferrare, impilare, far cadere e recuperare: la ripetizione, che a un adulto sembra noiosa, per il bambino è pieno apprendimento.
Dopo l'anno, i giochi a incastro semplice, i libri cartonati e tutto ciò che permette di imitare i grandi (una tazza, un telefono giocattolo) diventano i più coinvolgenti.
Meno è meglio
Troppi giochi contemporaneamente a disposizione possono disorientare più che stimolare: ruotarne un piccolo numero, tenendone il resto momentaneamente da parte, spesso rinnova l'interesse più che comprarne di nuovi. E gli oggetti di uso comune, sotto supervisione, restano tra i giocattoli preferiti di ogni bambino: contenitori, cucchiai di legno, scatole.