NEL FRATTEMPO MAMMA
Parto · 6 min di lettura

Gestire il dolore del parto: le opzioni, senza giudizio

Dalle tecniche naturali all'epidurale: cosa esiste, come funziona e come scegliere senza sentirsi giudicate.

Non esiste una scelta giusta

Chi sceglie di partorire senza farmaci non è più coraggiosa, e chi sceglie l'epidurale non è più debole: sono due strade legittime, e nessuna dice nulla su che madre sarai. Il dolore del travaglio è molto soggettivo, e non sai come lo vivrai finché non ci sei dentro. Per questo è utile conoscere le opzioni in anticipo, senza decidere tutto in modo definitivo.

Le opzioni, in breve

Le tecniche non farmacologiche comprendono respirazione, libertà di movimento e cambi di posizione, massaggi, acqua calda (doccia o vasca, dove il reparto le mette a disposizione), e la presenza continua di una persona di fiducia. Non tolgono il dolore ma per molte lo rendono più gestibile, e si possono usare anche insieme ad altri metodi.

Tra le opzioni farmacologiche, l'epidurale (analgesia peridurale) è la più efficace nel ridurre il dolore: un anestesista inserisce un sottile catetere nella schiena e il farmaco viene somministrato in continuo, lasciandoti sveglia e cosciente. Può fare abbassare la pressione o rallentare un po' la fase finale, ed è per questo che è seguita con attenzione. Alcune strutture offrono anche altri metodi, come l'ossido nitroso.

In Italia l'analgesia epidurale per il parto è compresa nei livelli essenziali di assistenza, ma la disponibilità concreta (orari, presenza dell'anestesista, eventuale visita anestesiologica preventiva) cambia da struttura a struttura: chiedi per tempo al tuo punto nascita cosa è previsto.

Come decidere (e cambiare idea)

Un buon punto di partenza è scrivere cosa ti preoccupa di più e cosa ti darebbe sollievo, e parlarne con l'ostetrica prima del parto. Puoi mettere le tue preferenze nel piano del parto, tenendo a mente che è un'indicazione, non un contratto: puoi cambiare idea durante il travaglio, in qualunque direzione, e va bene così.